'A Duminica Nuedda 

Domenica 15 aprile ricorre la tradizionale festa della "Domenica in Albis", meglio nota a Capizzi come “Duminica a nuedda”. Per l'occasione sfileranno in processione per le vie cittadine tutti i confratelli delle numerose Confraternite esistenti a Capizzi, che accompagneranno la Madonna delle Grazie.

Novità di quest'anno, la presenza dei confratelli della Confraternita di San Giacomo, costituita in onore del Santo Protettore di Capizzi dopo una lunga preparazione spirituale, materiale e burocratica.

Dell’esistenza di una Confraternita di S. Giacomo abbiamo notizie fino al lontano 1800 e sono a tuttora ignoti i motivi della sua disgregazione. A distanza di 200 anni, si è dunque data nuova vita, il 17 febbraio 2007, all’antica confraternita, con l’approvazione del suo statuto da parte di monsignor Ignazio Zambito, Vescovo della diocesi di Patti, cui il paese appartiene.

“La confraternita" ci spiega l’arciprete Don Gino Cardella, "dotata di personalità giuridica, vuole, con la sua opera, alimentare la fede seguendo, diffondendo e delineando lo stile di vita che era di Giacomo Apostolo Maggiore".

“La fede senza le opere è morta” precisa il parroco, che ci spiega anche i perché di questa sua iniziativa: "Scoperta dell’essere cristiani, fedeltà della vocazione, testimonianza di fede, servizio per i deboli, divulgazione dei valori della famiglia, dell’onestà, del lavoro e del sacrificio.”

Alle già operanti confraternite capitine, si aggiunge dunque quella dedicata al Santo Protettore. E se agli occhi dei più ne risulta oscuro il ritardo, questo è dovuto alla maggior preparazione cui va incontro un così arduo scopo. Ci tiene a sottolinearlo l’Arciprete, ribadendo la totale assenza dello scopo di lucro ed è lui a informarci della possibile esistenza della confraternita in passato.

Della confraternita diocesana fanno parte, ad oggi, i 34 soci fondatori. Fra questi vi sono un Padre priore, un vice priore, un cerimoniere, un segretario e un cassiere. Le loro mantelle saranno rosse e sotto i colletti gialli, sarà raffigurata una croce giacopea divina.

Non sono escluse eventuali adesioni da parte di cittadini che, sulla base di una vita morale integerrima, abbiano il desiderio di prestare la loro opera e ottenere così l’adesione alla confraternita. Auspicabile l’adesione di uomini che, anno dopo anno, manifestano la loro ardente devozione non trascurando il doveroso impegno che li coinvolge durante la particolarissima processione del Santo dei miracoli. E perché no? Iscrizione aperta, in futuro, anche alle donne, che anno dopo anno, dedicano invece al Santo protettore le loro più ferventi preghiere e promesse.

Un’iniziativa dunque dal carattere prettamente religioso. Quale miglior modo allora, per salutare i confratelli di tutte le confraternite con un “Viva Diu e San Gnapucu!”

 

 

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